Nota biografica | Versione lettura |
Sì, dico, un tassì per Schöneberg, quando ho aperto la portiera
e ho visto i suoi occhi fissarmi nello specchietto.
Mi sono seduta le mani sudate
avevo appena scese le scale
mi era appena slittato dall'occhio il sorriso di C.
seminascosto il suo viso dietro quello di lei.
Fa molto caldo, dice il tassista,
giovane turco con la faccia allegra, guidava da matto
- ma non avevo più paura -
sul Münster Damm gli ho detto di fermarsi a un benzinaio
ho visto i suoi occhi guardarmi nello specchietto
mi ha chiesto se volevo una sigaretta
e ho risposto di no volevo un pacchetto intero.
Ha da accendere mi fa
quando sono risalita con il pacchetto in mano
nell'altro un sacchetto di plastica con una bottiglia di birra
sento il tic-tac del tassametro
ho aspirato la nicotina profondamente la mia testa girava
e sapevo che ne avrei fumate dieci di fila
peggio a ogni respiro, un piccolo taglio acido e unduetre,
come annegare nell'ovatta calda.
E ho visto gli occhi del tassista guardarmi nello specchietto
mentre diceva ci sono dei momenti
in cui si sente proprio il bisogno di una sigaretta
e quando ho annuito forse lui ha visto il mascara sulle mie guance
mentre io vedevo su di me lo sguardo di lei, la moglie di C.
vedevo lei vedere il mio viso bianco.
Ma di dov'è lei, ho domandato e lui: di Izmir,
ma da qualche anno non torna più in Turchia
il lavoro, ma non solo, è una cosa strana, non so cosa raccontare lì
dice, gli occhi neri mi guardano.
Anch'io avrei fatto meglio a non tornare più, ho pensato
stavo per scivolare per le scale
mentre sentivo i gradini cigolare uno a uno
ogni gradino un graffio al timpano e unduetre
come denti di forchette stridono sul piatto.
Sì, dicevo a lui ma pensavo, da quando i tuoi occhi mi hanno toccata,
abbracciata, tu in mano un bicchere d'acqua appoggiato allo scaffale
mettevi le tue ciglia intorno al mio collo
l'iris versava il suo colore suoi miei capelli, cappello blu, o tu!
l'occhio non vede più e la pelle accumula calli
come quelli che si spengnono le cicche sulla pelle
e le bocche sgangherate che ridono lì fuori da Bahnhof Zoo e unduetre.
E quando al semaforo del Grazer Damm si è fermato
ha girato la testa verso di me
seduta dietro, le mani aggrappate al sacchetto di plastica
perchè ero diventata fumo grigio legata con una benda
a due parole o forse tre
a un sogno stile Ikea, qualcosa che pensavo di potermi permettere
ho visto che aveva forse solo 20 anni
e ho cercato di dire
sì, capisco, ma improvviso un colpo di tosse
e la cenere è caduta sul tappetino turco drappeggiato.