El Ghibli - rivista online di letteratura della migrazione

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raffaele taddeo

L’aggressione verbale e fisica subita da Pap Khouma, direttore di questa rivista, ci impone di fare alcune riflessioni. In un paese ad “esercizio democratico”, come il nostro, è possibile che accadano episodi che possono essere variamente etichettati: sopruso, intolleranza, prepotenza, arroganza, ecc.
La notorietà del personaggio ha permesso che l’episodio avesse una grande risonanza a livello locale e venisse recepito scandalosamente anche a livello nazionale, dal momento che vi è stata una interpellanza parlamentare al riguardo. Ma quante vicende similari, perpetrate indifferentemente contro italiani e non, avvengono senza che se ne sappia nulla, senza che il malcapitato abbia la benché minima possibilità di far sentire le proprie ragioni?
L’esperienza capitata a Pap Khouma non va letta solo come una strisciante manifestazione razzistica, essa va prima di tutto inquadrata nel clima di intolleranza che si continua a propugnare in tutte le sedi, da quelle politiche a quelle massmediatiche; nel clima di litigiosità che da qualche lustro noi italiani siamo costretti a subire non appena desideriamo ascoltare un dibattito politico o cerchiamo di passare qualche momento di distensione davanti allo schermo televisivo.
L’aggressività è sempre in agguato, la nostra ricerca di serenità e pace è continuamente sconvolta perché il litigio televisto fa audience. E’ questa la formazione, il senso dei valori, che tutti noi, italiani e non, siamo continuamente chiamati ad osservare…
Il subdolo atteggiamento dei responsabili dell’azienda ATM può essere considerato al limite del comportamento razzistico. Se la stessa esperienza fosse capitata ad un Camilleri, ad un Busi, si sarebbero astenuti dallo scusarsi prima di accertare la verità o si sarebbero comunque scusati al di là dell’accertamento della verità? Perché se una persona finisce in ospedale, comunque è stata oggetto di violenza indipendentemente da ogni circostanza che l’abbia generato.
Esimersi dal chiedere scusa è una enorme caduta di stile che coinvolge non solamente la singola persona, ma tutta una classe dirigente. E d’altra parte manifestazioni di arroganza di ampie porzioni della classe dirigente italiana sono sotto gli occhi di tutti e quasi quotidianamente.
Chi poi non riconosce nella reazione di Pap Khouma la difesa dei propri diritti, la resistenza di fronte alle soperchierie di chi esercita un minimo di potere, abbraccia nella pratica il peggiore relativismo. Nell’opporsi ad una richiesta di dubbia legittimità Pap Khouma non ha affermato un suo diritto particolare, ma diritti che appartengono a tutti: a noi italiani prima di tutto, e, in quanto diritti umani , ad ogni altra persona.
Episodi di questo genere rischiano di mettere in discussione, in chi li subisce, anni di lavoro in campo educativo, l’impegno nell’attività culturale perseguita tenacemente; rischiano di creare sfiducia nella funzione della letteratura come strumento per affermare valori di civiltà, tolleranza. Che società sta avanzando? Quali sono le basi su cui si stanno costruendo i rapporti con gli altri. Quale senso dell’accoglienza si sta diffondendo?
Parecchi stranieri oggi svolgono attività di educazione interculturale nelle scuole, alcuni sacrificando il loro tempo libero. La loro azione rischia di collocarsi in una dimensione di pura difesa; come succede, d’altra parte, a tutta la scuola italiana che, in questo momento di profonda trasformazione della società, non riesce ancora a trovare strumenti e mezzi per opporsi alla invadente volgarità, al disprezzo della cultura, al tentativo di far valere solo i propri interessi. La rivista el-ghibli - partire dalla letteratura - sta faticosamente cercando di sviluppare, attuare un dialogo culturale fra intellettuali stranieri e italiani, fra le generazioni, fra intellettuali residenti in Italia o residenti all’estero.
L’impegno di questa redazione sarà costantemente rivolto a fare in modo che, attraverso gli scritti pubblicati nella rivista, sempre più siano espressi valori di libertà, civiltà, tolleranza.

raffaele Taddeo


Per chi non avesse avuto notizia della vicenda, riportiamo il link di un sito che illustra i fatti
http://www.dsmilano.it/html/Pressroom/2006/05/cor6_0525_calci-e-pugni.htm

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Anno 3, Numero 12
June 2006

 

 

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