Luis Mizón è nato a Valparaíso, in Cile, nel 1942. Per anni professore di Storia del Diritto all'Università Cattolica di Valparaíso, abita in Francia dall'ottobre 1974, dove ha pubblicato la maggior parte delle sue opere. Scoperto da Roger Caillois, è stato tradotto principalmente da Claude Couffon. Pittore e poeta, tra le sue raccolte di versi si ricodano: Poèmes du Sud et Autres Poèmes (tradotto da Roger Caillois, Gallimard 1982), Terre Brûlée (Le Calligraphe 1984; Obsidane 1989), Passage des nuages (Unes 1986), L'Eclipse (illustrazioni di Antonio Saura, Unes 1988), Voyages et Retours (Obsidiane 1989), Jardin de Ruines (tradotto da Jacques Ancet, Obsidiane 1992) Barbes du vent (Aencrages§Co.1997), L'Eucalyptus (tradotto da Laurence Breisse, Rougerie 1998), Le Songe du Figuier en Flammes (Folle Avoine 1999). In prosa ha pubblicato le raccolte di racconti Noces (Brandes 1988), Passion de l'Île de Pâques (tradotto da Nathalie Bréaud, La Manufacture 1988) e il romanzo La mort de l'Inca (Seuil 1992). All'indianità ha dedicato l'antologia L'indien, témoignages d'une fascination (La Différence 1992) e in collaborazione con Zeno Biaanu El Dorado Poèmes et chants des Indiens précolombiens (Seuil 1999) È presidente dell'Associazione di poeti stranieri residenti in Francia "Confluences Poétiques", membro della "Académie Mallarmé", "Cavaliere delle arti e delle lettere", premio "Jean Malrieu" nel 1987 come miglior libro di poesia straniera tradotto in Francia, membro della giuria internazionale "Max-Pol Fouchet".