El Ghibli - rivista online di letteratura della migrazione

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non valicare il confine

viviana silvia piciulo

Sto arrivando... finalmente! Chissà come sarà questo paese!
Da qui, spero, quando la guerra fratricida si allontanerà dalla mia amata città di poter ..tornare in patria.
Sono uno straniero in mezzo ad altri stranei...
- Alto la'! da dove arriva lei?
- Buondì... buondì...
-Si, va bene con un buondì è sufficiente... favorisca i suoi documenti!
- Ecco, gentile guardia, è proprio questo che volevo dire...li ho persi...dei predoni mi hanno rubato e spogliato di tutto e ho soltanto addosso questi stracci che lei vede...
-Va bene! allora togliti...torna indietro!
- Mi scusi! Come sarebbe? nella mia terra si è scatenato il finimondo, sono stato bandito dalla mia terra...quando sono fuggito la fazione opposta al governo che rappresentavo voleva uccidermi...se torno sono uomo morto!
- Ah...ho capito...sei
un rifugiato...Puccio scrivi: “ladruncolo scappato di galera, aspetto pericoloso, senza documenti... - Ma no signore...lei non mi capisce, forse non mi sono spiegato bene...ho attraversato la vostra “foresta spessa e viva” insieme a questo folto stuolo di amici per...
- Ah addirittura questa carogna ha portato i suoi soliti parenti. Non dirmi anche che pensi di mandar a chiamare tua moglie!
- Beh! magari potessi, ma lei purtroppo dovrà rimanere nella mia città, ma senz'altro vorrei che venissero ad abitare con me mio figliolo Pietro e sua moglie.
- Senti Puccio! un classico...un altro straniero che sfrutta la famiglia pensando di venire a fare qua il Signore. Ma cosa vi credete voi, gentaglia pidocchiosa, che noi vi daremo da mangiare gratis?
- Hai ragione Nello! ma dove lo mettiamo?
- In galera ovviamente! è un clandestino e come tale... un criminale...
- Ma mi scusino lor signori...ma se voi chiedete alla famiglia Polentani, loro vi potranno spiegare chi sono io. Tempo fa sono stato invitato da loro.
- Senti questo! se per ogni rifugiato noi andassimo dal nostro governo a chiedere finiremmo tutti nella forca!
Le risate incominciavano a crescere come le lumache dopo la pioggia, uno dei soldati aggiunse: - Ma almeno hai qualche mestiere? cosa sai fare?
- So scrivere! sono un poeta.
- Questa si che è buona! guarda questo disgraziato conciato com'è ha la pretesa di farsi l'America facendo il poeta! Che me ne faccio io della tua poesia del cavolo scritta in qualche lingua di merda?

La notte mi era incominciata a entrare dentro, il buio mi riempiva lo stomaco...in mezzo a tanti disperati incominciavo a capire che non sarebbe stato facile adeguarmi come straniero in questa terra straniera.
Ero sul punto di lasciar perdere...di tornare a casa mia...ma avevo perso tutto... le forze mancavano e la disperazione incominciò a farmi recitare uno dei miei canti preferiti...
Al finire il silenzio mi illuminava. Gli sguardi mi reggevano...
Il capitano fece la sua comparsa tra la folla delle guardie e proclamò:
- Brutti stolti! chiedete a quel straniero qual è il suo nome:
- Signore che nome dichiara:
- Sono Alighieri “il divin poeta”

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Anno 6, Numero 24
June 2009

 

 

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