Ci perderemmo, potessimo, nella storia
e nei punti cardinali – ma non c’è posto per noi
amore mio
in questa città milioni d’anime
che hanno cercato sull’atlante una direzione:
senza passaporto è come esser morto
ma abbiamo visto fiori nuovi
al vecchio porto.
Un ministro dal cartellone diceva
“ci fregano il pane quotidiano” – parlava
di noi amore mio. Alla dogana
un topo entrava dalla porta, ma non era
nato nella savana.
Ci perderemmo tra i gerani, potessimo,
dei davanzali chiusi da gelosie
mentre il negro fumo del caricamento
sporca il vento maestrale.
E come portati via
si rimane.