Nota biografica | Versione lettura |
La ragazza nuova era derisa da tutti, perché era diversa. All’inizio anch’io la pensavo così, ma con il tempo cambiai idea. Maja era musulmana, portava il velo, e per la sua religione era il periodo del Ramadan, e lei non mangiava, nemmeno se le offrivi un po’ della tua merenda. Nessuno sapeva con certezza il colore dei suoi capelli, aveva gli occhi di un marrone chiaro che mi suscitavano invidia, il suo viso era dolce e grazioso. Non sapeva quasi niente di italiano, sembrava non capire niente quando veniva presa in giro. In classe se ne stava sempre in disparte, non parlava con nessuno, se non con i professori. Mi avvicinai a lei e cercai di fare amicizia. Non mi importava se lei era egiziana, io italiana, lei musulmana e io cattolica. Non mi importava più se poi i miei compagni mi avrebbero preso in giro perché le parlavo o ero sua amica. Maja si allontanò da me, forse aveva paura. Le dissi “Ciao sono Sara”, ma lei non mi rispose. Un giorno, dei miei compagni hanno cominciato ad insultarla, a spingerla. Lei non sapeva cosa fare, stava per scoppiare in lacrime. Non ce la facevo più a vederla soffrire. C’era qualcosa dentro di me, Maja era importante per me, provavo un forte sentimento verso di lei, come se ci conoscessimo da sempre, come se fosse mia sorella. Mi misi davanti a lei per proteggerla, la difesi dai miei compagni. La presi per mano e la portai lontano. Maja mi sorrise, e con mia grande sorpresa, mi abbracciò forte. Da quel momento, diventammo amiche